Momj fra arte e famiglia

Gerolamo, conosce Francesca Bosetti quando non ancora trentenne ignora la sua passione per l’arte e le arti figurative. Negli anni 50 la cosa importante era avere un tetto sopra la testa e dare una sicurezza a quella famiglia che anno dopo anno prendeva forma. Franca si occupa dell’economia domestica mentre Momj si dedica prima a edificare la loro casa, poi ad ampliarla e in fine a consolidarla, anche alla luce delle figlie che iniziavano a riempirla con la loro esuberanza. Prima Lorena, la figlia primogenita, seguita poi da Raffaella e Monica.

Quando torna a Zanica dopo le mattinate passate a distribuire posta a Bergamo, Momj si trova circondato da tutte le donne di casa, a cui si aggiungono Pina e Ester, la mamma e la suocera che di tanto in tanto faceva capolino per controllare che tutto andasse bene.


Gerolamo e Francesca con le figlie
Lorena, Raffaella e Monica

Gli anni passano e le figlie crescono, la passione per l’arte prende forma, si amplia e aumenta. Gerolamo sperimenta nuove forme e nuove tecniche, dai dipinti su tela passa ai disegni con sanguigna, dai quadri passa alla scultura con oggetti di ri-uso. In fine scopre la passione per il legno, per le radici di piante e arbusti usurati dal tempo, erosi dalle acque del fiume Serio, il torrente che scorre non lontano dall’ abitazione di Zanica. Nel legno Momj vede forme che aspettano solo di essere portate alla luce, liberate dal grigiore e innalzate a nuova vita.

Interi pomeriggi passati cavalcando la propria bicicletta sostituita poi da uno sgangherato motorino, portano Momj a raccogliere materiale di diversa fattura nel proprio studio/laboratorio fra le campagne attorno a Zanica. Lì, in una cascina presso la quale per anni passa intere giornate fra conigli da allevare, gli amati cagnolini di compagnia e il piccolo laboratorio, prendono luce quadri dai soggetti più fantasiosi e variegati. Sono gli anni più produttivi nel campo della pittura.

Il periodo del legno, che segue quello dedicato a pittura e disegno e che arriva in età più matura, riporta Momj nel laboratorio di casa. Gerolamo trasferisce il proprio studio in quella casa dove tutto era partito, raccoglie radici, le accumula e attende che l’ispirazione lo guidi nel dare ad esse nuova vita.


Gerolamo impegnato in una sfida in famiglia al gioco delle carte

La casa laboratorio di Momj diventa quindi, anno dopo anno, il fulcro della sua arte e della sua famiglia.
Figlie, nipoti e pro-nipoti crescono fra quadri e opere, condividendo pomeriggi fra giochi, schiamazzi e allegre serate in compagnia in cui il buon cibo (il “bel mangè“, come era solito definirlo) non è che il preludio ad accese sfide a carte. Con un buon bicchiere (di vino) al tavolino per il postino e con il motto “prim penser“, la serata è subito calda e la sfida all’ultima carta lanciata.