IL LEGNO COMUNICA CALORE, NATURALEZZA, GENTILEZZA. QUANDO COMINCIA A MOSTRARE LE SUE CREPE, I SUOI DIFETTI, ALLORA CAPISCI CHE ANCORA VIVE E SI TRASFORMA



La lavorazione del legno è stata una delle prime arti apprese dall’uomo. Già l’uomo primitivo usava il legno per difendersi e cacciare, così che in breve tempo dai semplici rami che la natura offriva, si passa alla costruzione dei primi manufatti: clave e lance in origine, attrezzi per l’agricoltura e la cucina poi, fino a giungere a sculture e opere in genere.
Il legno è materiale vivo e duraturo, evolve e si modifica nel tempo. La natura ne offre centinaia di varietà, differenti per caratteristiche e colore, resistenza e elasticità, tutte peculiarità che lo rendono utilizzato per le più svariate finalità.
Se il legno di tiglio non è adatto a sopportare elevate umidità ma dona raffinatezza e rotondità, così la quercia spicca per durezza e resistenza, donando alle opere uno spiccato senso di solidità e compattezza.
Con l’avvento dell’arte moderna il legno è diventato parte integrante di numerose opere. Futurismo, dadaismo, cubismo hanno trattato, ciascuno secondo la propria filosofia, questo materiale, dando valore anche allo scarto della grande industria. È così che tavole, assi e piccoli manufatti vengono generati e ri-generati in nuove opere artistiche, polimorfe e poliedriche.
Gli artisti del Nouveau Rèalism e del Minimalismo americano valorizzano poi il legno povero, grezzo e riciclato, senza distrazioni sensoriali, per esaltarne forma ed espressione, così come ai giorni nostri si arriva a creare opere architettoniche con il semplice utilizzo di cassette di legno o bancali da imballaggio.







